Valore Probatorio SMS Chat Foto Registrazioni Whatsapp Telegram

Valore probatorio di SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali

L’impiego polivalente degli smartphone (usati sia per comunicare, sia per documentare fatti) impone una riflessione giuridica sul valore probatorio di SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali.

Prima di entrare nel merito della normativa applicabile, come per ogni altra questione giuridica, è necessario banalmente capire di cosa stiamo parlando.

SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali sono il risultato di elaborazioni informatiche, tradotto in file o archivi di file.

È utile distinguere,

  • da un lato, SMS e Chat,
  • dall’altro, Foto e Registrazioni digitali.

SMS e Chat sono generalmente creati/trasmessi telematicamente tra due o più utenti individuati o individuabili attraverso una sim o attraverso un account.

Foto e Registrazioni digitali possono essere trasmessi telematicamente tra soggetti individuati o individuabili, ma sono creati generalmente da soggetti non individuati o individuabili.

SMS e Chat (da un lato) e Foto e Registrazioni digitali (dall’altro),

  • hanno in comune la natura (sono il risultato di elaborazioni informatiche),
  • si distinguono per l’identificabilità o meno dell’autore.

SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali: qualificazione giuridica

Il DLgs 7 marzo 2005, n. 82, all’art. 1, comma 1, lettera p, fornisce la definizione di «documento informatico», descrivendolo come

  • «il documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti».

Tale definizione evidentemente contiene anche SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali che, come si è evidenziato più sopra, costituiscono il risultato di elaborazioni informatiche, tradotto in file o archivi di file.

Pertanto, SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali possono qualificarsi giuridicamente come documenti informatici.

Che valore probatorio hanno SMS, Chat, Foto e Registrazioni digitali?

Il DLgs 7 marzo 2005, n. 82, oltre a definire il documento informatico, regola anche il valore probatorio dello stesso, facendo le opportune distinzioni.

Infatti, il comma 1 bis, primo periodo, art. 20, DLgs 7 marzo 2005, n. 82, stabilisce che «Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile» in una delle seguenti ipotesi:

  • «quando vi e’ apposta una firma digitale»,
  • «quando […] vi e’ apposta […] altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata»,
  • «quando […] e’ formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore».

Il comma 1 bis, secondo periodo, art. 20, DLgs 7 marzo 2005, n. 82, precisa quanto segue:

  • «In tutti gli altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’»

Tenuto conto della distinzione sopra riportata, in linea di massima si può affermare che

  • SMS e Chat, create/scambiate generalmente da soggetto individuato o individuabile, hanno un valore probatorio riconducibile alla scrittura privata ex art. 2702 c.c.;
  • Foto e Registrazioni digitali, create generalmente da soggetto non individuato o individuabile, hanno un valore probatorio rimesso alla libera valutazione del giudice.

Riguardo a SMS e Chat, è bene sottolineare che

  • i servizi SMS presuppongono l’uso di una sim rilasciata all’utente previa identificazione del medesimo;
  • i servizi Chat (almeno quelli più usati) sono forniti dal gestore attraverso la doppia identificazione dell’account.

In merito a Foto e Registrazioni digitali, è bene evidenziare che l’eventuale sottoscrizione digitale del file

  • non prova la rispondenza al vero di quanto rappresentato,
  • al più più, fornisce “testimonianza” del fatto da parte del sottoscrittore e che tale fatto non si sia verificato dopo l’apposizione della firma digitale.

Che valore probatorio ha la trascrizione o lo screenshot di SMS e Chat?

Non bisogna confondere

  1. il valore probatorio di SMS e Chat,
  2. con il valore probatorio della trascrizione o dello screenshot di SMS e Chat.

In merito al punto sub 1, si è già detto più sopra e si è chiarito che il «documento informatico», SMS e Chat, può avere un valore probatorio riconducibile alla scrittura privata ex art. 2702 c.c.

Ovviamente, per giovare di tale efficacia probatoria è necessario

  • acquisire agli atti di causa, eventualmente con un accertamento tecnico preventivo, lo smartphone e la scheda sim,
  • oppure, in alcuni casi, ottenere un backup certificato dell’account tramite la collaborazione del gestore del servizio e un pubblico ufficiale.

In merito al punto sub 2, la Corte di Cassazione, con una recentissima sentenza (Corte di Cassazione, sentenza n. 5141 del 21/2/2019), ha affermato che il valore probatorio della trascrizione di un SMS (analogamente potrebbe affermarsi per lo screenshot) è quello disciplinato dall’art. 2712 c.c., in quanto,

  • «l’art. 2712 cod. civ. […] ora ricomprende anche le riproduzioni informatiche prive di firma, il documento “sms”».

In particolare, l’art. 2712 c.c. stabilisce quanto segue:

  • «Le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime».

Evidentemente, il “punto debole”, per chi intende invocare la riproduzione di un SMS (o, analogamente, di una Chat), anziché dell’originale del documento informatico (o copia equipollente), è l’eventualità dell’avversa contestazione.

Al riguardo la Corte di Cassazione precisa quanto segue:

«il disconoscimento della loro conformità ai fatti rappresentati non ha gli stessi effetti del disconoscimento della scrittura privata, dall’art. 215 comma 2 cod. proc. civ. perché, mentre in questo secondo caso, in mancanza di richiesta di verificazione e di esito positivo di questa, la scrittura non può essere utilizzata, nel primo, non può escludersi che il giudice possa accertare la conformità all’originale anche attraverso altri mezzi di prova comprese le presunzioni (cfr. Cass. 11445/2001)» (cfr sempre Corte di Cassazione, sentenza n. 5141 del 21/2/2019)

Pubblicato da

Giovanni Crescella

Avvocato Patrocinante in Corte di Cassazione e dinnanzi alle Giurisdizioni Superiori