privacy condominio

La privacy nel condominio

Per trattare correttamente i dati personali (c.d. privacy) nel condominio è necessario trovare il giusto equilibrio tra:

  • il diritto dei condòmini ad una amministrazione trasparente;
  • il diritto dei condòmini alla propria riservatezza.

Inoltre, occorre considerare che la contitolarità di un diritto (il condominio è una particolare forma di comunione) implica necessariamente la condivisione delle informazioni necessarie all’esercizio del diritto stesso.

Conseguentemente, il contitolare del diritto, per poterlo esercitare nei confronti degli altri contitolari, deve inevitabilmente conoscere,

  • l’identità di questi ultimi,
  • il titolo in forza del quale questi ultimi sono diventati contitolari del diritto e in quali limiti.

La normativa in tema di privacy, pertanto, non può ragionevolmente costituire un ostacolo all’esercizio dei diritti e, soprattutto, al diritto di difesa sancito dall’art. 24 delle Costituzione Italiana.

Di contro, la normativa in tema di privacy può e deve costituire un presidio per inibire eventuali abusi nell’esercizio dei diritti.

Tali principi vengono affermati costantemente dal Garante per la Protezione dei Dati Personali:

«la legge sulla privacy non pone ostacoli all ́applicazione delle norme del codice civile riguardanti il condominio degli edifici, sottolineando comunque la necessità che vengano raccolti e utilizzati solo i dati personali necessari alla gestione amministrativa della proprietà» (cfr Privacy e questioni condominiali, articolo in data 5/6/2000);

Peculiarità del trattamento della privacy nel condominio

Più sopra si è evidenziato che la contitolarità di un diritto implica necessariamente la condivisione delle informazioni necessarie all’esercizio del diritto stesso.

Quindi, oltre al “dato personale” riferibile ad “una persona fisica identificata o identificabile” (art. 4, comma 1, numero 1, GDPR), si deve ipotizzare un dato” riferibile a un insieme di persone.

In tale prospettiva dev’essere applicata la normativa in tema di privacy in ambito condominiale.

Al riguardo, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha affermato quanto segue:

«i condomini devono infatti essere considerati come contitolari di un medesimo trattamento e in quanto tali hanno il diritto di accedere e di ricevere le informazioni riguardanti l ́amministrazione e il funzionamento del condominio» (cfr articolo in data 5/6/2000, Garante per la Protezione dei Dati Personali)

In applicazione di tale principio, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha avuto modo di chiarire che (cfr vademecum in data 10/10/2013, del il Garante per la Protezione dei Dati Personali):

  • il condomino «può conoscere le spese e gli inadempimenti degli altri condòmini, sia al momento del rendiconto annuale, sia facendone richiesta all’amministratore. A prevalere, in questo caso, è il principio della trasparenza nella gestione condominiale: l’eventuale richiamo alla privacy per impedire la conoscenza di queste informazioni è fuori luogo»;
  • la riforma in materia condominiale «obbliga l’amministratore a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condòmini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio stesso. Ogni condomino ha diritto di chiedere, per il tramite dell’amministratore, di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica» (cfr anche newsletter n. 387 del 23/4/2014, prov. del 25/10/2007, Garante per la Protezione dei Dati Personali);
  • «La normativa sulla privacy, nel caso delle persone fisiche, si applica solo se si verifica una “comunicazione sistematica” o la “diffusione” di dati personali (ad esempio con la pubblicazione di informazioni relative ai vicini di casa su Internet o su cartelli affissi all’interno del palazzo). I comportamenti e le comunicazioni per finalità esclusivamente personali, che normalmente si instaurano tra vicini di casa, in genere non ricadono sotto le norme previste dal Codice della privacy».

Al di là del profilo peculiare sopra evidenziato, da valutare caso per caso, il trattamento dei dati personali deve uniformarsi alla disciplina generale (in questo articolo si è tentato di sintetizzare i punti chiave di tale disciplina).

Il ruolo dell’amministratore di condominio nella gestione della privacy

Per valutare il ruolo dell’amministratore del condominio nella gestione della privacy occorre tener presente che

  • l’amministratore è una figura eventuale (è necessaria solo se i condòmini sono più di otto – art. 1129, comma 1, c.c.);
  • l’amministratore amministra diritti altrui (fatta eccezione per l’ipotesi in cui l’amministratore sia scelto tra i condòmini);
  • la carica di amministratore presuppone la fiducia dei condòmini.

Di conseguenza, l’amministratore del condominio deve fornire ai condòmini, in quanto contitolari dei diritti sulla cosa amministrata, tutte le informazioni dai medesimi richieste, purché dette informazioni

  • siano obiettivamente necessarie all’esercizio dei diritti riconosciuti dalla legge;
  • non siano eccessive/sproporzionate rispetto all’esercizio dei diritti riconosciuti dalla legge (abuso del diritto).

Su tali premesse, si comprende facilmente come possa essere censurabile il comportamento dell’amministratore del condominio che, per ostacolare le legittime verifiche dei condòmini sulla gestione condominiale, opponga eccezioni invocando la normativa in tema di privacy.

Si può concludere con una citazione del Dott. Giuseppe Fortunato (cfr articolo in data 28/6/2006, Garante per la Protezione dei Dati Personali), secondo il quale:

«La privacy, correttamente intesa, non è mai un limite per la trasparenza della gestione condominale; la trasparenza correttamente intesa non è mai un lasciapassare per offendere la riservatezza della persona».

Pubblicato da

Giovanni Crescella

Avvocato Patrocinante in Corte di Cassazione e dinnanzi alle Giurisdizioni Superiori