Nomina giudiziale dell’amministratore di condominio

Presupposti per la nomina giudiziale dell’amministratore di condominio

A norma dell’art. 1129, comma 1, c.c., «Quando i condomini sono più di otto, se l’assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario».

Nomina di un “amministratore giudiziario” o “nomina giudiziale” di un amministratore?

L’amministratore di condominio nominato dal giudice è equiparabile all’amministratore nominato dall’assemblea del condòmini.

In particolare, l’amministratore nominato dal tribunale ai sensi dell’art. 1129, comma 1, c.c., «non riveste la qualità di ausiliario».

Tale concetto è affermato in modo chiaro dalla Corte di Cassazione (fra tutte cfr sentenza n. 16698 del 22/7/2014), secondo la quale:

«La posizione dell’amministratore, nominato dal tribunale, non differisce da quella di cui il medesimo sia investito in virtù della nomina che di regola spetta all’assemblea, instaurandosi un rapporto di mandato fra l’amministratore e i condomini. Pertanto l’amministratore, in tal caso nominato dal tribunale, non riveste la qualità di ausiliario del giudice che deve identificarsi nel privato esperto in una determinata arte o professione ed in generale idoneo al compimento di atti che il giudice non può compiere da solo e ciò in occasione di un processo e in relazione a concrete necessità individuabili di volta e in volta dal giudice al quale il consulente deve dare conto. Ma, nell’ipotesi prevista dal primo comma dell’art. 1129 cod. civ., come si è detto, il giudice si limita alla nomina dell’amministratore, esercitando i poteri spettanti all’assemblea, alla quale soltanto il predetto dovrà rendere conto del suo operato».

Pertanto, ad avviso dello scrivente, se la nomina è avvenuta ai sensi dell’art. 1129, comma 1, c.c., è corretto parlare di “nomina giudiziale” dell’amministratore.

Quanto “costa” un amministratore di condominio nominato dal giudice?

La Suprema Corte chiarisce che, nel caso in cui l’amministratore venga nominato dal tribunale ai sensi dell’art. 1129, comma 1, c.c., «la determinazione del compenso è regolata dall’art. 1709 cod. civ. secondo cui, nel caso in cui le parti non abbiano stabilito la misura, lo stesso è stabilito in base alle tariffe o agli usi o, in mancanza, dal giudice» (cfr sempre Corte di Cassazione, sentenza n. 16698 del 22/7/2014).

A norma dell’art. 1709 c.c., sopra richiamato, «Il mandato si presume oneroso. La misura del compenso, se non è stabilita dalle parti, è determinata in base alle tariffe professionali o agli usi; in mancanza è determinata dal giudice».

Quindi,

  • la regola, è che il compenso è pattuito tra le parti (nel caso di specie, tra il condominio e l’amministratore nominato),
  • l’eccezione, è che il compenso venga stabilito dal giudice secondo i criteri dettati dall’art. 1709 c.c.

Quanto “costa” chiedere al giudice la nomina dell’amministratore di condominio?

Per richiedere al giudice la nomina dell’amministratore di condominio sarà necessario anticipare le seguenti spese:

  • € 98,00 per il contributo unificato;
  • € 27,00 per la marca da bollo;
  • i compensi per l’eventuale assistenza tecnica.

Riguardo a tali compensi, è consigliabile accordarsi anticipatamente con il proprio avvocato, poiché, a seconda del valore indicato, possono variare sensibilmente.

Di seguito si riportano i parametri ministeriali adottati con DM 55/2014.

Tabella n. 7 - Volontaria giurisdizione
Valore:

parametrivariazionetotale
Compenso:
Totale:
Spese generali:
C.P.A.:
I.V.A:
Contributo unificato:
Totale:

 

Pubblicato da

Giovanni Crescella

Avvocato Patrocinante in Cassazione e dinanzi alle Giurisdizioni Superiori