Costituzione in mora e spese legali

Cosa si intende per “costituzione in mora”?

Chi intende esercitare un diritto nei confronti di un altro soggetto deve innanzitutto informarlo della propria volontà attraverso una richiesta formale, cosiddetta costituzione in mora o intimazione ad adempiere.

L’atto di costituzione in mora, in quanto atto formale,

  • deve contenere la richiesta chiara di adempimento, con la prospettazione del diritto che si sta esercitando;
  • dev’essere inoltrato al destinatario con modalità tali da consentire la prova dell’avvenuto recapito.

Perché è importante redigere e spedire correttamente l’atto di costituzione in mora?

In mancanza delle formalità indicate più sopra non si verificano gli effetti tipici della costituzione in mora e non si interrompe la prescrizione del diritto azionato (art. 2943, comma 4, c.c.).

Per tale motivo, laddove il creditore non abbia particolari cognizioni giuridiche si può rendere opportuna l’assistenza di un avvocato per la redazione ed inoltro di un atto di costituzione in mora.

A chi devono essere addebitate le spese legali per la costituzione in mora?

Qualora il creditore si rivolga a un avvocato, si pone il problema dell’addebito delle spese legali per la costituzione in mora.

In particolare, ci si chiede se le spese legali, relative alla costituzione in mora, debbano essere sostenute dal creditore o dal debitore.

Per rispondere a tale domanda bisogna valutare, caso per caso, se l’intervento dell’avvocato

  • sia effettivamente necessario,
  • o sia solo opportuno.

Il debitore in buona fede potrebbe adempiere spontaneamente a seguito di una semplice richiesta (anche informale) del creditore.

In tale situazione, evidentemente, non sarebbe giusto accollare al debitore delle spese senz’altro a lui evitabili, come quella relativa all’assistenza dell’avvocato.

Di contro, se il creditore ha già sollecitato informalmente l’adempimento e il debitore è rimasto inerte può essere giusto accollare a quest’ultimo le spese legali per una successiva costituzione in mora.

A che titolo devono essere addebitate le spese legali per la costituzione in mora?

La richiesta del rimborso delle spese legali, come ogni altra richiesta contenuta nell’atto di costituzione in mora, dev’essere motivata e formulata con chiarezza.

È importante sottolinearlo, perché la richiesta delle spese legali al debitore deve sempre provenire dal creditore e mai dall’avvocato direttamente.

Tale divieto, di assoluto buon senso, è previsto dall’art. 65, comma 3, Codice Deontologico Forense, a norma del quale:

«L’avvocato può addebitare alla controparte competenze e spese per l’attività prestata in sede stragiudiziale, purché la richiesta di pagamento sia fatta a favore del proprio cliente».

In altri termini, la richiesta delle spese legali rivolta al debitore, unitamente all’atto di costituzione in mora di quest’ultimo, è legittima laddove le spese legali costituiscano un danno risarcibile ex art. 1233 c.c.

In forza dell’art. 1223 cit.,

«Il risarcimento del danno per l’inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta».

Nell’ambito delle transazione commerciali è stata adottata una norma speciale, contenuta nell’art. 6 del D.Lgs n. 231/2002 (Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), che stabilisce quanto segue:

«Il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte.

Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40 euro a titolo di risarcimento del danno. E’ fatta salva la prova del maggior danno, che può’ comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito».

Qual’è il limite quantitativo di addebito delle spese legali per la costituzione in mora?

Fin qui si è trattato della legittimità di accollare o meno le spese legali per la costituzione in mora in capo al debitore.

Resta il problema di stabilire entro quali limiti quantitativi è possibile farlo.

Considerato che la questione delle spese legali dev’essere risolta in termini di danno risarcibile deve ritenersi applicabile l’art. 1225 c.c., secondo il quale:

«Se l’inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui l’obbligazione è sorta».

Nella vigenza delle Tariffe Forensi, adottate con D.M. 8/4/2004 (G.U. 18/5/2004), la Tabella D – Stragiudiziale, numero 2, lettera e), erano stabiliti dei criteri precisi per remunerare la «Redazione di diffide, ricorsi, memorie, esposti, relazioni, denunce»:

  • fino a € 600,00, da € 10,00 a € 50,00;
  • da € 600,01 a € 1.600,00, da € 25,00 a € 90,00;
  • da € 1.600,01 a € 5.200,00, da € 50,00 a € 135,00;
  • da € 5.200,01 a € 25.900,00, da € 70,00 a € 300,00;
  • da € 25.900,01 a € 51.700,00, da € 155,00 a € 445,00;
  • da € 51.700,01 a € 103.300,00, da € 195,00 a € 565,00;
  • da € 103.300,01 a 258.300,00, da € 285,00 a € 680,00;
  • da € 258.300,01 a 516.500,00, da € 345,00 a € 910,00;
  • da € 516.500,01 a 1.549.400,00, da € 460,00 a € 1020,00;
  • da € 1.549.400,01 a 2.582.300,00, da € 515,00 a € 1.135,00;
  • da € 2.582.300,01 a 5.164.600,00, da € 570,00 a € 1.250,00;
  • oltre € 5.164.600,00, coefficiente moltiplicatore minimo 0,000110 a coefficiente moltiplicatore massimo 0,000242;
  • valore indeterminabile: minimo € 150,00, massimo € 525,00.

Tali tariffe non sono più vigenti e, in mancanza di altri riferimenti, possono costituire un indice di ragionevolezza degli importi addebitati a titolo di spese legali e in termini di prevedibilità del danno provocato.

I vigenti parametri ministeriali, di cui al DM 55/2014, non sembrano particolarmente utili al fine di liquidare le spese legali per un atto di costituzione in mora, in quanto prevedono un importo forfettario unitario per tutta l’attività stragiudiziale resa per un affare.

Di seguito, la tabella 55 del DM 55/2014.

Tabella n. 25 - Stragiudiziale
Valore:

parametrivariazionetotale
Compenso:
Totale:
Spese generali:
C.P.A.:
I.V.A:
Totale:

Pubblicato da

Giovanni Crescella

Avvocato Patrocinante in Corte di Cassazione e dinnanzi alle Giurisdizioni Superiori